martedì 19 marzo 2019

Dalla "A" al Rogito Notarile - Passo 6: Accesso agli atti e verifica tra stato di progetto e stato di Fatto !


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Dalla "A" al rogito notarile - Passo 5: La certificazione Energetica


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Dalla "A" al Rogito - Passo 4: L'Agibilità



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Dalla "A" al rogito notarile - Passo 3: La concessione Edilizia



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mercoledì 13 febbraio 2019

Dalla "A" al Rogito Notarile - Passo 2 Le provenienze


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giovedì 7 febbraio 2019

Come si vende un'immobile ,dalla "A" al Rogito Notarile ! Passo 1



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giovedì 31 gennaio 2019

Cedolare Secca: Quali categorie per il 2019?


La “cedolare secca” è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Chi può scegliere la cedolare secca
Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

Per quali immobili
L’opzione può essere esercitata per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati) locate a uso abitativo e per le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione, oppure con contratto separato e successivo rispetto a quello relativo all’immobile abitativo, a condizione che il rapporto di locazione intercorra tra le medesime parti contrattuali, nel contratto di locazione della pertinenza si faccia riferimento al quello di locazione dell’immobile abitativo e sia evidenziata la sussistenza del vincolo pertinenziale con l’unità abitativa già locata.

In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore.

I locatori contitolari che non esercitano l’opzione sono tenuti al versamento dell’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. Deve essere comunque versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione.

L’imposta di registro deve essere versata per l’intero importo stabilito nei casi in cui la norma fissa l’ammontare minimo dell’imposta dovuta.

Quali inquilini
Il regime della cedolare non può essere applicato ai contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell’immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti.

L'opzione può essere esercitata anche per le unità immobiliari abitative, locate nei confronti di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione (Dl 47/2014).

Quanto dura l’opzione
L’opzione comporta l’applicazione delle regole della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto (o della proroga) o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto.

Il locatore ha comunque la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata. Così come è sempre possibile esercitare nuovamente l’opzione, nelle annualità successive alla revoca, rientrando nel regime della cedolare secca.

La revoca deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente e comporta il versamento dell’imposta di registro, eventualmente dovuta.

In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga. La conferma dell’opzione deve essere effettuata nel termine previsto per il versamento dell’imposta di registro, cioè entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga. In caso di risoluzione del contratto, l’imposta di registro non è dovuta se tutti i locatori hanno optato per il regime della cedolare secca. Tuttavia, è necessario comunicare la risoluzione anticipata presentando all’ufficio dove è stato registrato il contratto il modello RLI debitamente compilato.

Quanto si paga
L’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

E’, inoltre, prevista un’aliquota ridotta per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate:

nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988). Si tratta, in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia
nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).
Dal 2013 l'aliquota per questi contratti è pari al 15% (Dl 102/2013), ridotta al 10% per il quadriennio 2014-2017. Il Dl 47/2014 ha disposto che la stessa aliquota sia applicabile anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi. Infine, con la legge di bilancio 2018 è stata prorogata di altri 2 anni (2018 e 2019) l’aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato.

Effetti della cedolare sul reddito
Il reddito assoggettato a cedolare:

è escluso dal reddito complessivo
sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa non possono essere fatti valere rispettivamente oneri deducibili e detrazioni
il reddito assoggettato a cedolare deve essere compreso nel reddito ai fini del riconoscimento della spettanza o della determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo collegati al possesso di requisiti reddituali (determinazione dell’Isee, determinazione del reddito per essere considerato a carico).


  • Attenzione: anche i contratti di locazione di tipo strumentale stipulati nel 2019 possono essere assoggettati al regime opzionale della cedolare secca. I locali commerciali devono essere classificati nella categoria catastale C/1 e avere una superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze. L’aliquota applicabile è del 21%. La novità è stata introdotta dalle legge di bilancio 2019 (comma 59 dell’articolo 1 della legge n. 145 del 30 dicembre 2018 - pdf ). Poiché i software di compilazione relativi al Modello RLI sono in corso di aggiornamento, attualmente è possibile registrare questi nuovi contratti recandosi presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.



  • Attenzione: è possibile optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi, in caso di affitti pluriennali. Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie; in questo caso, le imposte di registro e di bollo sono dovute e non sono più rimborsabili.

In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga. La conferma dell’opzione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga.

Fonte: Agenzia delle Entrate




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giovedì 13 dicembre 2018

Cedolare secca tra persone fisiche con società Garante , si puo' fare?


DOMANDA: ?
Stipula di contratto transitorio tra 2 persone fisiche e una società come garante, dove si specifica che il canone di locazione sara' pagato dalla società . In questo caso il proprietario dell'immobile che come detto è una persona fisica, potra' aderire a cedolare secca ?

RISPOSTA: !
Si è possibile farlo, in quanto i contraenti sono persone fisiche, per tanto la cedolare puo' essere applicata, al limite si consiglia di verificare che sussistano le giuste motivazioni per sottoscrivere un contratto di locazione transitorio. Ma essendo i contraenti persone fisiche la cedolare secca è applicabile anche se a pagare la locazione sara' una società, in quanto il contratto è sottoscritto tra 2 persone fisiche.

CONSIGLIO: ?!
In caso di dubbi o situazioni particolari si consiglia di contattare l'ufficio dell'agenzia delle entrate piu' vicino a voi , in modo da escludere ogni forma di dubbio e tutelare entrambe le parti contraenti.


Ruggeri Daniele
Agente Immobiliare

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venerdì 16 novembre 2018

CONSIDERAZIONI SUL MERCATO IMMOBILIARE DI LEGNANO E PAESI LIMITROFI – Anno 2018 e periodi intermedi.

Come di consuetudine è tempo di dare un rapido sguardo al mercato immobiliare della nostra zona, ovvero della città di Legnano e dei paesi ad esso limitrofi .

Grazie al costante confronto con colleghi che operano sullo stesso territorio, anche questo trimestre siamo in grado di fornirvi interessanti spunti , che analizzeremo passo dopo passo in questo post.

NUOVE COSTRUZIONI
Dal confronto emerge che i valori immobiliari hanno subito una lieve svalutazione, pari circa al 2,5% della quotazione di mercato su immobili recenti o nuovi , che restano molto ambiti, ma che non tutti possono permettersi, non solo per il costo che oscilla dai 1700 ai 2500 euro a metro quadro a seconda della zona e della qualità costruttiva , ma anche e sopratutto per via dell'assenza di importanti risparmi (salvo eccezioni) , risparmi necessari al pagamento di una caparra "importante" richiesta dalla maggior parte delle imprese della nostra zona, soldi necessari per completare gli alloggi (finiture e scelta capitolato), risparmi necessari al pagamento dell'acquisto soggetto ad IVA (acquisto da impresa 4% prima casa, 10% seconda casa) e ad eventuali ulteriori costi di schede e allacciamenti, spesso richiesti a parte dall’impresa di costruzioni e mediamente intorno al 2%-3% del valore della compravendita.

In virtù di quanto detto molti clienti decidono di abbandonare l'idea di acquistare il "nuovo" dirigendosi verso costruzioni recenti ma considerate di "seconda mano", che hanno quotazioni minori rispetto sul prezzo di mercato e il loro acquisto ha una tassazione “più accessibile” (2% del valore catastale rivalutato in caso di prima casa, e 9% nel caso di seconda casa).
E’ importante sottolineare come sul mercato immobiliare sia presente molto invenduto che offre una maggiore opportunità di scelta ai potenziali acquirenti allungando i tempi di vendita e creando , anche se meno rispetto a 12 mesi fa, congestione del mercato.

I tempi di vendita: se in un mercato “normale” sarebbero necessari dai 3 ai 6 mesi per vendere una palazzina di nuova costruzione, la presenza di molteplici alternative allunga di molto , salvo rari casi, i tempi di vendita che possono arrivare sino a 12 o 18 mesi per palazzine composte da 8 o 12 appartamenti, mentre possono essere ancora più lunghi in caso di complessi superiori alle 12 unità;  per cercare di velocizzare le vendite, spesso si rende necessario  un “ritocco” in negativo dei prezzi, creando in questo modo un’ulteriore svalutazione. che porta inevitabilmente ad incidere anche sui valori dell’ “usato” .
Queste considerazioni sono basate sul presupposto che ciò che si intende vendere siano  immobili siano "ben realizzati" e proposti ad un prezzo di mercato in linea e congruo; nel caso di immobili con valori troppo distanti da quelli reali, i tempi di vendita possono subire ulteriori ritardi , non a caso tra i vari comuni della nostra zona, troviamo cantieri fermi , abbandonati e messi all’asta.

Il mercato del nuovo rispetto al terzo trimestre ha subito un’ulteriore diminuzione di circa lo 0,5% / 1% , che su importi di 200.000 euro equivalgono a circa 1000 o 2000 euro.
Qualcuno potrebbe pensare, “si ma sono cifre basse” , certo lo sono, ma nell’ottica di un reddito di impresa, anche le migliaia di euro possono essere necessarie a “fare utile”. Negli ultimi 12 mesi per tanto , si evidenzia che mediamente il cliente acquirente tende a trattare il costo delle così dette "schede e allacciamenti" .
La mediazione corrisposta si aggira tra il 2% e il 2,5% per acquirente e per venditore, dimostrando come ci sia interesse anche da parte dei mediatori, che ben conoscono queste dinamiche, a concludere le vendite nel tentativo di evitare ulteriori e future ennesime svalutazioni.
Se un Agente Immobiliare è convinto che un determinato immobile si possa vendere ad un miglior prezzo e in tempi brevi, difficilmente spingerà per la conclusione di un affare rimettendoci un punto o addirittura 2 punti percentuali sulle sue mediazioni, ma essendo consapevole che vi sono probabilità che lo stesso immobile subisca un ennesimo deprezzamento nel corso dei successivi 6 mesi, di media decide di sedersi al tavolo, non obietterà su una richiesta di sconto sul proprio compenso a testimonianza del fatto che, lo stesso con il tempo, potrebbe avere un valore minore per svariati motivi, quali ad esempio, cantieri vicini costretti a diminuire i propri valori o nuovi cantieri con caratteristiche costruttive e tecnologiche migliorative e maggiormente accattivanti per gli acquirenti.

USATO RECENTE 
Come detto in precedenza è il “nuovo” il più ambito nella fase di ricerca iniziale di un appartamento, ma i risparmi necessari per l’acquisto di questa tipologia non sono in molti a poterseli permettere. In virtù di questo di media le persone si orientano su immobili meno costosi, magari recenti ed edificati comunque in classi energetiche elevate.

Questa situazione genera uno scompenso tra quello che una persona sarebbe disposta a pagare e quello che una qualsivoglia banca sia disposta a concedere. Oggi, ma come forse da sempre, le banche sono il termometro del mercato immobiliare , infatti su una media di 10 compravendite nella nostra zona, 8 clienti hanno necessità di richiedere un mutuo, che sia del solo 50% o che sia del 100% , questo implica nella trattativa si inserisca un soggetto terzo, ossia la banca, che tramite un proprio incaricato (perito) determinerà il più probabile valore di mercato dell’immobile per cui le viene richiesto finanziamento, e se prima, le banche erano solite effettuare sopravvalutazioni sugli immobili, oggi sono molto più attente e a valori più reali, non è raro che le perizie siano pari o persino leggermente inferiori ai reali valori di mercato. Questo significa che in caso di richiesta di mutuo, difficilmente assisteremo situazioni come quelle createsi negli anni tra il 2005 e il 2008, ovvero a valutazioni superiori del 20% o anche più sul valore concordato, per tanto potremmo chiedere anche la luna e potremmo trovare anche chi sia disposto a darcela, ma s si ha la necessità di richiedere un mutuo, la banca stessa potrebbe concedere un importo inferiore a quello a noi necessario, andando a riequilibrare i valori di mercato.
E’ giusto dire che le banche oggi giorno hanno riaperto le opportunità alla concessione di prestiti e mutui, ma è importante sapere che hanno anche impostato degli step basati sui requisiti reddituali. I valori di tali soluzioni possono variare a seconda della tipologia, e possono essere ipotizzati in una fascia di mercato compresa tra i 1300 €/mq e i 1700 €/mq , a seconda delle proprie caratteristiche e della propria zona di ubicazione.
I tempi di vendita possono variare dai 3 ai 6 mesi , a patto che non si commetta l'errore di collocare l'immobile in una errata fascia di mercato, in tal caso i tempi possono allungarsi sino a 12 mesi con il rischio di subire un’ulteriore svalutazione compresa tra l'1,5% e il 3% del probabile valore ipotizzato in origine. 

L' intermediato resta in termini (salvo eccezioni) del 2,5%/3% per ciascuna delle parti coinvolte nell'affare, venditore e acquirente .

L’USATO 
Il mercato dell'usato ha subito una forte svalutazione rispetto allo stesso periodo del 2017, in alcuni casi (abitazioni di corte o in stabili anni 60/70 ) anche superiore al 5%/7% , nel breve periodo i valori sono leggermente diminuiti, ma ad essere diminuite ,principalmente,in verità sono le richieste per l’acquisto di queste tipologie, infatti, se prima in molti provavano ad avvicinarsi ad un buon usato da ristrutturare, oggi le richieste sono nettamente diminuite, tanto da essere quasi nulle in alcuni casi e in alcune zone.

Perché?
I motivi possono essere molteplici, ma in linea di massima spesso sono i lavori di ristrutturazione a spaventare gli acquirenti e spesso i possibili compratori sono frenati da  eventuali costi legati alle spese di straordinaria manutenzione (rifacimento tetti e facciate in primis).
Inoltre a questo si  aggiungono ovvie considerazioni legate alle qualità costruttive ,una casa del 1990 sarà certamente considerata più recente di una casa medesima del 1960, nonostante sia palese che ristrutturarle costerà all'incirca la stessa cifra; il potenziale acquirente tenderà comunque a deprezzare maggiormente l'immobile più datato, aumentando la possibilità che lo stesso subisca una maggior richiesta di sconto . Per capirci a parità di condizioni e metratura, un tre locali anni 60 varrà con ogni probabilità circa un 5%/10% meno di un immobile del 1980 e circa un 10%/15% meno di uno degli anni 90, considerazione che in linea di massima può considerarsi corretta, ma che spesso porta a trattative davvero complesse e deludenti per il venditore, ma la realtà dei fatti è che una cosa più vecchia (salvo immobili particolari) ha una minore appetibilità sul mercato e di conseguenza se vi sono meno richieste è normale che il valore di mercato possa subire una maggiore svalutazione.

RICHIESTE:
Oggi le maggiori richieste arrivano per immobili indipendenti e semi indipendenti (ville a schiera e villini) ,con valori compresi , a seconda della zona e della tipologia, tra i 190 mila e i 230 mila euro; per ville singole da ristrutturare, con valori compresi tra i 180 mila e i 220 mila euro (classiche ville unifamiliari edificate tra il 1950 e il 1980); per questi immobili le considerazioni di cui tener conto sono le più svariate, infatti ville singole in centro a Legnano, sicuramente avranno valori diversi e superiori rispetto alle medesime soluzioni poste magari in periferia a Canegrate, ma in linea di massima una villetta unifamiliare di circa 90/100 mq con sottostante area cantinata e con giardini tra i 400 mq e i 500 mq, avrà valori compresi tra quelli indicati.
Esistono come detto le eccezioni, e per eccezioni si intendono, immobili che possiedono caratteristiche intrinseche ed estrinseche che tenderanno a valorizzare in modo netto il proprio valore , uscendo cosi’ dagli schemi della logica di mercato, per intenderci, una villa anni 60 anche da ristrutturare ma magari che possiede un’ampio giardino potrà valere certamente di piu’ di una medesima soluzione di pari metratura ma con meno area esterna.
Le ville di nuova costruzione sono ambite, ma da pochi , ovvero da chi mediamente alle spalle ha già un importante cassetto risparmi o un interessante immobile dal valore compreso tra i 150 e i 200 mila euro o magari entrambe le situazioni, ma non sono molti ad avere questa possibilità, circa 1 cliente su 20.I valori possono essere molto elastici ovviamente, a seconda della tipologia e della qualità costruttiva; possono infatti variare dai 260/270 mila euro (villettina a schiera su più livelli) ai 400/420 mila euro , per ville unifamiliari di pregio ed elevata classe energetica. Ovviamente poi tale valore può subire maggiorazioni in base anche alle finiture e alle carattetistiche richieste (sovente sono direttamente commissionate ad imprese in seguito all'acquisto di un terreno x esempio).



I TRE LOCALI:
I valori per  3 locali con giardini o terrazzi, salvo particolari zone e tipologie, si attestano su valori non superiori ai 200 mila euro , é importante a riguardo tenere a mente le disponibilità di cui parlavamo nei precedenti punti. 


CHI HA POCO RISCONTRO D’INTERESSE IN QUESTO MOMENTO DI MERCATO?

Ovviamente per ogni caso esistono eccezioni e ovviamente questa analisi é valida ai Purtroppo vi sono alcune tipologie di immobili che fanno più fatica di altri, questi immobili sono i monolocali (una volta fonte sicura di reddito) , i bilocali , anch'essi ideali per investimenti o per giovani coppie alla prima casa, ma oggi vista l’assenza di investitori perdono appetibilità e diminuzione dei valori di mercato, le giovani coppie puntano sin da subito alla ricerca di un 3 locali. 
Oltre a queste 2 tipologie perdono di interesse i 3 locali "datati" , che restano oggetto di richiesta ma che subiscono forti perdite di valore per quanto detto sopra .

Questo post è puramente al fine indicativo, utile a capire come si stia evolvendo o semplicemente orientando il mercato immobiliare della nostra zona, è ovvio che ogni immobile ha delle proprie caratteristiche ed è altrettanto ovvio che ogni immobile debba essere valutato singolarmente,  ma se avete intenzione di cambiare casa e magari di vendere casa questo post può certamente aiutarvi.

IL CONSIGLIO:
  • Contattate un agente immobiliare, in quanto  può realmente conoscere i valori immobiliari del compravenduto, e richiedetegli una attenta valutazione di mercato del vostro immobile.
  • Valutate con attenzione il prezzo iniziale di vendita
  • Abbiate pazienza (per vendere una casa ci possono volere 15 giorni ma anche 12 mesi)
  • Siate coerenti e il più oggettivi possibile (valutate i reali pregi ma sopra tutto i reali difetti del vostro immobile, come li vedete voi, li vedranno gli altri , anzi, gli altri (i potenziali acquirenti) faranno leva sui difetti per ottenere maggiori sconti. 
  • Fate progetti a lungo termine senza strafare ma con attenzione e ragionevolezza.

Sperando di esservi stato utile , vi auguro una buona giornata.



Ruggeri Daniele 
Agente Immobiliare 


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mercoledì 18 luglio 2018

Mutuo agevolato Legge 104, come funziona

Nella tua famiglia c’è un disabile, ossia un portatore di handicap ai sensi della Legge 104? Forse non sai che puoi aver diritto a un mutuo agevolato per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. 




La misura, che consente di ottenere un mutuo ad un tasso molto basso non solo ai disabili, ma anche alle giovani coppie e alle famiglie numerose con almeno 3 figli a carico, si chiama Plafond Casa ed è stata introdotta da una convenzione firmata nel 2013 dall’Abi (Associazione bancaria italiana) e dalla Cdp (Cassa depositi e prestiti).

Possono essere finanziati anche gli acquisti e le ristrutturazioni con accrescimento dell’efficienza energetica, sino a un massimo di 350mila euro di spesa. La possibilità di usufruire delle agevolazioni, però, è subordinata alla capienza delle risorse stanziate.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona il mutuo agevolato Legge 104.

Chi può richiedere il mutuo agevolato Legge 104?
Possono richiedere il mutuo agevolato Legge 104 soltanto le persone fisiche, non le società o gli enti in generale. Hanno la priorità per la fruizione dei benefici:

  • Le giovani coppie;
  • I nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile;
  • Le famiglie numerose.


Nel dettaglio, l’interessato può beneficiare del Plafond Casa se risulta:

componente di una giovane coppia, ossia di un nucleo familiare costituito da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno due anni, in cui, alla data della domanda, almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni e l’altro non superi i 40 anni di età;componente di un nucleo familiare di cui fa parte almeno un soggetto disabile ai sensi della Legge 104;componente di una famiglia numerosa, ossa di un nucleo familiare con tre o più figli

Quali acquisti e interventi finanzia il mutuo agevolato Legge 104?

Le finalità del mutuo ipotecario richiesto possono essere:

La ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica;l’acquisto di un immobile residenziale;un intervento congiunto di acquisto di immobile residenziale e ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica.

Per gli interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica, o di acquisto di immobile residenziale e ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica, il richiedente deve attestare che le operazioni finanziate accrescono la prestazione energetica dell’immobile residenziale ai sensi della normativa vigente in materia di certificazione energetica degli edifici.

Come funziona il mutuo agevolato Legge 104?
Per ottenere il mutuo agevolato Legge 104, il beneficiario deve rivolgersi ad una delle banche aderenti. La banca, per concedere il mutuo ipotecario finalizzato all’acquisto o alla ristrutturazione con tasso agevolato, deve utilizzare la provvista di scopo fornita dalla Cassa depositi e prestiti.

Di conseguenza, considerando che l’operazione di finanziamento è subordinata al ricevimento da parte della banca della provvista corrispondente da parte della Cassa depositi e prestiti, in caso di mancato ottenimento della provvista il mutuo non può essere erogato, anche se l’istruttoria viene completata con esito positivo.

Come si chiede il mutuo agevolato Legge 104?
Per chiedere il mutuo agevolato Legge 104 ci si deve rivolgere a una delle banche aderenti alla convenzione tra l’Abi e la Cassa depositi e prestiti.

In pratica, l’interessato deve recarsi presso una banca che offre il mutuo Plafond Casa e compilare un apposito modulo fornito dalla banca, in cui dichiara il possesso delle condizioni che danno luogo all’agevolazione (come il possesso di handicap ai sensi della Legge 104), le operazioni da finanziare (acquisto, ristrutturazione, con o senza efficientamento energetico), l’importo richiesto e la scelta tra tasso fisso e variabile.

Il modulo si chiama “Richiesta di mutuo ipotecario a banche su provvista cassa depositi e prestiti S.p.A.”

Per le banche, l’accesso al plafond della Cassa depositi e prestiti è regolato a sportello, fino ad esaurimento delle risorse

Qual è l’importo massimo delmutuo agevolato Legge 104?

Il mutuo può ammontare:

fino a 100 mila euro, per gli interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica;


fino a 250 mila euro per l’acquisto di immobili residenziali;

fino a 350 mila euro per interventi congiunti di acquisto e di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica sulla stessa abitazione.

Qual è la durata massima delmutuo agevolato Legge 104?
Il mutuo può avere una durata massima di:

10 anni durata riservata agli interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica.

20 anni per l’acquisto dell’abitazione con o senza ristrutturazione
30 anni per l’acquisto dell’abitazione con o senza ristrutturazione.

Dove si chiede il mutuo agevolato legge 104?

Le banche aderenti alla Convenzione CDP-ABI sono molto numerose. Tra queste vi sono:

Banca Nazionale Del Lavoro S.p.A.;

Banca Monte Dei Paschi Di Siena S.p.A.;
Unicredit S.p.A.;
Intesa Sanpalolo S.p.A.;
Banca Sella.


Articololetto su "Lalegge per Tutti" (apri qui)


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